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Mia madre diceva, in certi casi: “non si sa mai”. Casi non segno di una sua filosofia antignostica, ma quotidiani, connessi a prudenti previsioni meteorologiche, ai preventivi di ziti per il ragù domenicale, a quale Avemaria in più nel Rosario: filosofia spicciola di rassegnata prudenza e di stagionata saggezza, intrisa di paura dell’invidia degli dei e della malizia del caso. Ciò spiegava gli allestimenti di bagagli per la villeggiatura estiva già a maggio e la maglia di lana inflitta ai figli fino a Pasqua.  “Non si sa mai” ammoniva mio padre sull’asciutta economia di famiglia imponendo grintosi risparmi. “Non si sa mai” sentenziava oberando la cartella del vocabolario per il tema in classe. Ma, soprattutto, diceva “non si sa mai” se si trattava di orari, partenze e puntualità in genere. Il “non si sa mai” più insistente arrivava quando pretendeva che uscissimo con un’ora di anticipo per andare a scuola. Io riuscivo a far tardi, ma “non si sa mai” mi tornò in mnente come una condanna di minimo contrappasso quando, al liceo, implacabili bidelli mi lasciarono al beato ozio della prima ora mancata. Ora in cui il professore di filosofia avrebbe spiegato quei presuntuosi degli gnostici che erano convinti di sapere la verità.

Michele Mirabella Il Venerdì del 29/01/2010

Si narra ca un certo Zu Nuzzenzio, grande dissidente del regime, entrato in allegra combriccola con i fratelli di giusto di gand offrì da bere ai fascisti una bevanda che aveva effetti estremamente lassativi a distanza di qualche ora…
In effetti i fratelli di giusto di gand prima di divenire una setta segreta erano perlopiù una combriccola di bricconi e buontemponi che facevano scherzi in giro pu paise (es. futtiri i scupe e vecchie) ma dopo quando il regime prese a perseguirli (si vede a tal proposito AA.VV. “la repressione dei gruppi goliardici nella sicilia occidentale ai tempi del fascismo” Il Corbaccio editore) si eclissarono e costituirono un gruppo segreto che ancora oggi esiste.
U zu Nuzzenzio sembra essere stato il primo gran maestro della setta le sue gesta sono narrate tramite simboli esoterici sparsi in tutti gli angoli di misilmeri, simboli apparentemente innocui ma che rimandano a questa gloriosa setta.

Che Dio ci possa perdonare!

(Grazie al commento di un nostro lettore)

Comunicato dell’associazione Laboratorio Democratico
Ieri pomeriggio si è insediata la Consulta comunale giovanile del Comune di Misilmeri. I nostri amici e sostenitori sanno quanto ci sta a cuore questo argomento sin da tempi non sospetti (sin dalla fondazione del Laboratorio ci sono state diverse iniziative volte al raggiungimento di questo obiettivo), ieri finalmente si è arrivati alla conclusione di questo percorso molto faticoso.
I componenti delle 5 associazioni che si sono trovate in regola con i requisiti stabiliti dal regolamento sono: Laboratorio Democratico, Rinnovamento nello Spirito, Butterfly, LBA cross road e Pro Loco.
I rappresentanti hanno eletto all’unanimità all’ufficio di presidenza i seguenti delegati: Dalia Lo Burgio (presidente), Sebastiano Corso (vicepresidente), Salvatore Di Pisa (segretario), a completare il quadro dei delegati i rappresentanti di LD Giuseppe Carbone e della Pro Loco Matteo Correnti.
La posizione tenuta dalla nostra associazione durante gli incontri che si sono seguiti freneticamente in questi giorni è stata quella di garantire ampia partecipazione a tutti i giovani misilmeresi raggruppati in associazioni prevedendo un meccanismo di accettazione di eventuali nuovi delegati all’interno della consulta, particolarmente importante il passaggio del nostro delegato Giuseppe Carbone che ha dichiarato che “qualora i nuovi membri non si trovassero perfettamente rappresentati dall’ufficio di presidenza che stiamo eleggendo, credo costituisca un grande senso di apertura prevedere oggi stesso che l’ufficio di presidenza possa dimettersi per permettere una nuova elezione in modo da rappresentare al massimo tutte le associazioni”.
Il nostro delegato ha infatti ritenuto di dover mediare tra le opposte posizioni di quanti volevano la consulta “ad ogni costo” e quanti invece chiedevano un rinvio quantomeno successivo alle prossime elezioni comunali, il nostro delegato ha infatto obiettato ai primi che non si può accettare una consulta formata solamente da 5 persone che sia blindata e di fatto non rappresentativa e che quindi si debbano prevedire nuove adesioni come sopra descritte, e agli altri che non si può rinviare l’istituzione di una consulta che ha un mero potere “consultivo” e di rappresentanza associativa solo perchè nel mezzo intercorre una scadenza elettorale, del resto rinviarla a dopo le elezioni significherebbe implicitamente riconoscerle valenza politica, seppur in senso lato.
Da parte nostra rimane la massima disponibilità e determinazione a lavorare con tutte le associazioni presenti nella consulta nell’ottica dello sviluppo socio-culturale del nostro territorio.

Sta matina mi lavave u culo ca a Brio Blu di Rocchetta.  L’effervescenza dell’acqua Brio Blu permette l’erosione di eventuali incrostazioni calcaree dovute alla sedimentazione, o forse è meglio dire al trasporto, delle particelle in sospensione. La consiglio ai cittadini misilmeresi che in questi giorni di gravi disagi dovuti all’acqua torbida hanno visto diminuire le loro capacità “evacuative” e non hanno risolto nulla cibandosi di verdura lessa o Activia di Alessia Marcuzzi. E’ un problema meccanico esterno.

(chiedo sempre scusa ai super raffinati che da una settimana non vanno di corpo per paura di sporcarsi!)

Ma cu l’acqua accussì torbida mu pozzu lavari u culu… o ‘ccè scantu ‘ca ‘ntuppo!?

(Chiedo scusa ai più raffinati,  ‘ca ‘nmeci  i lavarisi si mettinu u profumo)

Ancilino spesso vuol dire cultura, recupero delle tradizioni, amore per il proprio territorio (ok spesso significa pure babbio forte!), gli anciliani doc (Josapepa, io stesso, scuncumiriddato e calorio) lavorano allo stesso tempo all’interno di un’associazione socio-culturale che intende promuovere significative iniziative culturali, solidali, ricreative. Tra le tante cose di cui si occupa l’associazione spiccano le passeggiate nei dintorni di Misilmeri dove si va alla riscoperta di luoghi di interesse storico e artistico, le nostre esperienze, le nostre ricerche, le nostre iniziative spesso diventano materia prima per i nostri articoli qui su ancilino.

Il Laboratorio apre una campagna tesseramenti rivolta a chi vuole dedicare un pò di tempo in favore della comunità in cui vive.

Chi volesse maggiori informazioni può visitare il sito dell’associazione www.laboratoriodemocratico.it o mandare una mail all’indirizzo lab.democratico@libero.it

Il presidente LD

Giuseppe Carbone

p.s. nell’associazione  non sono ammessi seguaci di Giusto di Gand! :D

Con molto sgomento pubblico alcune foto pervenutemi 2 giorni fa sulla mia casella e-mail. Non ho voluto creare allarmismi alla comunità del nostro paese proprio il giorno del Santo Natale, ma la gravità del gesto è tale che ho ritenuto opportuno rendere noto a tutti il vile gesto intimidatorio nei confronti della nostra redazione. Proprio sulle transenne  in lamierino che delimitano l’abitazione di via Morosini (o liscio) crollata in data 19 novembre, probabilmente ex sede della setta di Giusto di Gand, è stato affissa un’immagine il cui il significato non ci è ancora noto. Si tratta di un leone accanto al quale viene raffigurato un simbolo poco chiaro e alcune lettere aventi caratteri ancora sconosciuti. Cosa vuol dire tutto ciò? È possibile che nessuno abbia visto nulla? Si può trattare di un gesto intimidatorio nei confronti del nostro blog che è sulle tracce dei seguaci della setta? Chi c’è dietro questo infame gesto? Ad ogni modo lo staff al completo di Ancilino, riunitosi in seduta straordinaria tenutasi nel giorno di Natale, ha deciso all’unanimità che la ricerca della verità non può fermarsi e deve continuare. Non ci lasceremo intimidire da nessuno! Condanniamo questo vergognoso gesto e guardiamo avanti. Vi terremo aggiornati di ogni evoluzione della triste vicenda.   

Aggiornamento: ore 14. 14 del 26 dicembre

 Alcune fonti a noi vicine ci hanno informato qualche minuto fa che Susanna Maiolo, la donna che ha spinto Papa Benedetto XVI, sarebbe una seguace della setta di Giusto di Gand del Canton Ticino. La donna 25enne di nazionalità svizzera-italiana che giovedì notte si è lanciata sul Pontefice mentre si accingeva a celebrare la messa di Natale in San Pietro avrebbe dichiarato che non voleva fare del male al Santo Padre. A quanto pare lo scopo della donna era quello di consegnare un pizzino segreto al papa. Purtroppo i gendarmi non sono riusciti a sequestrare il messaggio in quanto la ragazza è riuscita prontamente a disfarsene ingoiandolo ed eliminando ogni traccia. Che cosa intendevano comunicare gli adepti della setta? La vicenda comincia ad ingarbugliarsi.   

AUGURI DI UN SANTO NATALE!

Cosi diceva l’avviso che si trova nei libri del secolo decimo nono che raccontano le narrazioni sul movimento “LO GRANNE MUNNO RI LI COSE MARAVIGLIOSE CA NUDDO AVIA RI CANUSCERE”.
Libri sepolti negli archivi storici di Palermo, che storici, caruti n’bascia furtuna picchi considerati irrazionali, scrivevavo su questo movimento che dal medioevo passando per l’umanesimo ed il rinascimento è arrivato fino all’illuminismo.
Questi Uomini, tra cui secondo le varie interpretazioni ci sono Cecco Angiolieri, il cui sonetto sul monno <> improntato all’improperio e alla dissacrazione delle convenzioni, fu preso a motto; Shakespeare ( Michele Agnolo Floro Scrolla Lanza, nome siciliano da cui deriverebbe appunto il cognome inglese, che letteralmente significa muovere la lancia), Ciullo D’Alcamo, Leon Battista Alberti, Giordano Bruno, Serpotta, Mozart, Lorenzo Da Ponte, Caravaggio, con tanti altri tra cui il nostro Giusto di Gand, considerato uno dei maestri più autorevoli.
Tutti questi uomini sono accomunati da una vita piena di scorribande, turbolenze, tutti grandi geni morti o uccisi presto e senza o poca fama. Questi uomini nel corso dei secoli perseguitati e bistrattati cercavano la verità, assetati di sapere e bramosi di conoscenza, fedeli alle parole di Dante ; ma il potere e le istituzioni, li hanno sempre contrastati, per questo Giusto di Gand lasciò detto ai suoi fratelli .
Purtroppo ancora oggi con dispiacere, leggo che questi emarginati dalla società turbocapitalistica che per loro scelta non si fanno normalizzare, vengono scambiati per setta che vuole il male e che merita di essere punita. La storia è maestra di vita e forse un giorno, darà finalmente giustizia a quelli che cercavano ardentemente “LO GRANNE MUNNO RI LI COSE MARAVIGLIOSE CA NUDDO AVIA RI CANUSCERE”, a Giusto e a tutti quelli come loro.
M’aspetto c’armeno vuatri r’ancilino, c’aviti nella follia la vostra essenza primigenia, come forse anche loro, possiate rivalutare stu nostro compaesano e tuttu chiddu ca i frate soe, prima e dopo ri iddu , hanno fattu e vannu fare p’aviri un munnu chiu bono e giusto; comu ricia u primu forse ri frate soe, chiddu ca misiru n’cruci picchi un ci piaciano i piccioli e tutti sti priputenze.

da scuncumiriddato

La O cu bicchiere!

Dopo questi giorni convulsi passati ad interrogarci su Joos van Wassenhove da noi conosciuto come Giusto di Gand e sul terrificante corredo di seguaci della sua setta, dopo aver parlato di queste losche figure che nottetempo si aggirano per il nostro paese tramando chissà cosa, noi anciliniani torniamo a quello che è il nostro “mestiere”, parlare di tradizioni, cultura popolare e modi di dire.

A tal proposito oggi vorrei parlare del famoso detto “o cu bicchiere” associato solitamente alla locuzione “un sai fare mancu a o cu bicchiere” che sta ad indicare un’incapacità, pressochè totale, del ricevente l’offesa a mettere in atto le più elementari azioni del vivere quotidiano.

Qualcuno si è mai chiesto perchè si dice proprio così? il bicchiere ha effettivamente avuto nella storia il compito di tracciare delle O? e se si, quale funzione può avere avuto?

Naturalmente il nostro impegno per scovare gli adepti di Giusto di Gand continua e saremo sempre pronti a darvi le ultime notizie.

Buonasera, Dottore    di Paolo Limiti interpretata da Claudia Mori e Alberto Lupo in una versione aggiornata. Buon divertimento e non se ne abbiano i democratici cristiani (quelli del partito poichè io sono cristiano e democratico) per lo scherzo satirico: auguri potenziali trasformisti!

Ciao, sono io
Buonasera, Pierdino
Bersani mio
Sì, dimmi pure
Non resistevo più
Ah, a far cosa
Pensavo che
Direi che è importante
Quando si voterà
Mah, adesso non so, dipende
Io vorrei stare li con te
non più da sol , di’ sì o no
Certo, certo, vedremo
Ma sai che al governo anch’io
Anche tardi, se tu lo vuoi
Io tanto ho un senator
che vuole impunità
Eh
Mi vuoi o no?
Ci può giurare, Pierdino
Io di più
No, non credo
Ma tu adesso come sei messo

un poco male
Sì, sì, senz’altro
Ho sciolto tutti i dubbi miei
E il 6% sai quasi non regge più
Ah, sì ? Anche in Sicilia non la fai?
Ma ancora almeno per un po’
Ma c’è Lombardo che, mi strapazza un pò
Di’ quello che vuoi, però
Non dirmi no
Eh, va bene, va bene Pierdi, se è proprio necessario ci penserò
Adesso chiudo, non vorrei fare incazzare chi
ha creduto in me, io sono qui
e potrei anche morir
No, no, stai tranquillo, adesso vedremo
Buonasera, Pierdi

Un anonimo stamani ci ha informato della scoperta fatta nei suoi personali laboratori sperimentali di chimica applicata di una formula  speciale utile per la confezione di lenti in grado di vedere sotto la patina argentata dei biglietti gratta e vinci.  L’anonimo si è classificato come “Vicenzu u scienziatu”. Stiamo verificando l’esistenza nel nostro territorio di un personaggio che si fa chiamare con questo nomignolo. La cosa desta preoccupazione anche a noi, speriamo non sia vera la notizia e che si tratti di una burla. Certo un simil paio di lenti in grado di vedere  la vincita, o meno, dei biglietti a premi, prima di grattarli è la chimera di tutti i disonesti. Noi aborriamo la disonestà e riportiamo questa informazione solo nell’ intento di creare i campi possibili di speculazione intellettuale. A quanto pare questa formula chimica per la produzione di queste lenti speciali è ricercata da diversi anni dai delinquenti di tutto il mondo, pare che anche le multinazionali fornitrici di embrioni umane abbiano dato un sostanziale contributo economico alla ricerca. Che la cosa sia stata scoperta qui a Misilmeri ci desta molte preoccupazioni, se è vero come è vero, che questo paese sembra essere diventato la metafora del marcio del mondo intero; tra arsenali di bombe carta, coltivazioni di canapa indiana, sette segrete come quelli de  “I fratelli di Giusto di Gand” che fanno crollare case con onde elettromagnetiche-sonore Misilmeri sembra essere diventata veramente un covo del male cosmico. Adesso con queste possibile lenti in grado di vedere dietro la patina dei biglietti gratta e vinci siamo arrivati ai livelli massimi del male.

Speriamo che la cosa possa essere da noi stessi smentita nelle prossime ore. Ritenendo opportuno per adesso diffondere questa notizia, perchè d’altronde noi non siamo giornalisti  e non ci atteniamo a nessun codice deontologico ( vi consigliamo infatti di consultare altri blog che mostrano più serioso impegno e disinteresse nel raccontarvi le cose) , stiamo a vedere meglio cosa ci sta dietro questa storia. Noi comunque avvertiamo che non è escluso che sotto ci stia qualche colpo basso della setta di  Giusto di Gand interessata a metterci in imbarazzo.

NOI SI CONTINUA A CERCARE GLI ADEPTI. SARETE SMASCHERATI E NELLA PUBBLICA PIAZZA GIUDICATI E GIUSTIZIATI.

Caro Vittorio, con molto stupore,  solo adesso apprendo che  le tue parole (mi riferisco all’ articolo dal titolo  ”per un pugno di voti” pubblicato su Misilmerinews)  sono, in realtà,  rivolte  al nostro blog e mi dispiace enormemente capire che motore delle tue critiche è stata la nostra inchiesta sui fratelli di Giusto di Gand.

 Le tue parole sono state travisate e sono state interpretate come un attacco diretto ad altri blog. Questo ci dispiace perchè aborriamo lo scontro aspro e specialmente quando non ve ne è motivo. Ti consigliamo di chiarire subito chi è il vero destinatario della tua lettera soprattutto perchè  la bassezza in cui è caduta la discussione ti butta dentro una bolgia di sproloqui e di frasi politiche ad effetto populista nella quale tu, per l’ integrità morale e intellettuale (e anche superiorità) che hai, non meriti di stare.

Adesso confrontati, e confortati,  con i veri destinatari della tua aspra critica. 

Noi non ritenevamo che la nostra inchiesta potesse essere così scomoda da subire un simile attacco,  ma guarda, e credici, che non è nostro intento distruggere ciò che di buono c’è nel nostro paese, anzi vorremo in tutti modi scoprire le mele marce e buttarle via. Noi riteniamo che la setta de “I fratelli di Giusto di Gand” sia tra le cose peggiori della nostra realtà e la tua accusa desta in noi preoccupazione perchè, se tu, come noi, ami Misilmeri, dovresti aiutarci in questa nostra coraggiosa ricerca e  sostenere i nostri sforzi. Mi dispiace che tu fraintenda il nostro lavoro come un miserando modo di raccogliere consensi elettorali:  noi non abbiamo nessuna intenzione, nè mai ne abbiamo avuta,  di candidarci al consiglio comunale. Rigettiamo queste accuse, forti della certezza che già ad altri abbiamo dato la nostra indisponibilità alla candidatura , addirittura, a Sindaco nella persona di Ancilino. No caro Vittorio hai preso un abbaglio, la setta de ” I fratelli di Giusto di Gand” va per davvero perseguitata, scovati gli adepti e nella pubblica piazza giudicati, sia pur quella del nostro virtuale paese. Chi sta portando alla distruzione (d’altronde sono loro che buttano le case a terra) questo paese sono ” I fratelli di Giusto di Gand”; a loro, e non a noi, devi rivolgere le tue giuste accuse. 

Noi prendiamo questa critca che ci rivolgi come stimolo ad una più serrata ricerca, se non è bastata la lettera anonima che la setta ci ha inviato, mi dispiace comunicarti neanche la tua ci farà demordere.

Ciao Vittorio. sono certo di una tua risposta e adesione  alla nostra inchiesta. ( Non destare in noi i dubbi che tu faccia parte dei fratelli di Giusto)

Questa mattina ci è giunta un’ informazione di rilevante importanza ai fini della nostra inchiesta sulla setta di Giusto di Gand. Un nostro informatore ci riferisce di aver “pizzicato” un soggetto iniquo, mai visto nel nostro paese (anche se è da verificare se non l’abbia mai visto soltatnto il nostro informatore), aggirarsi nella zona detta dei “ru cannola” e furtivamente, in un momento in cui nessuno passava per quelle strade, fotografare una casa.

Questa nostra inchiesta non vuole essere una caccia alle streghe: una scena del genere ci fa pensare magari ad un semplice rilievo fotografico da parte di uno studente universitario venuto chissà da dove o magari nascosto in casa tra i suoi libri chissà per quanto tempo (e si spiegherebbe perchè non si è mai visto nel nostro paese); ma una particolare  cambia lo scenario e qualsiasi congettura ordinaria: l’individuo, sempre secondo il nostro informatore, si troverebbe , in disparte e con ghigno malefico osservatore dello stupore e della paura, in una di quelle foto scattate alla casa in via Mordini durante la notte del suo crollo.

Altro particolare lo strano berretto indossato dal losco figuro, strano naturalmente dalle nostre parti, un copricapo stile fiammingo di colore verde foresta.

La casa oggetto della sua curiosità è quella sita in Piazza Notaio Santo Platino, dalle foto inviateci dallo stesso informatore , la casa, pur presentando l’intonaco del prospetto un pò trascurato, è in buone condizioni strutturali e non desta nessun tipo di preoccupazione di carattere statico.

STATE ATTENTI SEGUACI DI GIUSTO DI GAND VI TENIAMO D’OCCHIO!

Lettera minatoria

Una lettera minatoria è arrivata stamani alla redazione di “Ancilino notizie dal mondo” (rivista quinquennale di tiratura internazionale di fama universale).

Il direttore, dato il sodalizio con il blog di Ancilino, ha voluto inviarcene una copia, per informarci che gravi minacce gravano sulla nostra testa; la lettera infatti, con molta probabilità, doveva essere diretta a noi:  gli autori hanno creduto che rivista e blog fossero la stessa cosa.

Questa la lettera:

“La ricerca in cui vi siete imbattuti può portare a gravi conseguenze, l’idea malsana di scovare ciò che è, e deve rimanere, segreto può solo arrecarvi  danno. I frattelli di Giusto non sono tolleranti nei confronti di chi si mette sulle loro tracce, i fratelli di Giusto conoscono ogni vostro movimento, quando uscite, quando rientrate in casa, quando dormite e soprattutto quando siete soli.”

 La cosa è seria assai a quanto pare. Noi avevamo cominciato con una semplice ipotesi e su alcune labili notizie, a quanto pare ci siamo imbattutti in qualcosa di più grande.  Questo non ci mette paura e siamo pronti, con coraggio, a battere la strada della fermezza e della coerenza. Consideriamo la lettera  l’inizio della nostra indagine, non foss’altro perchè ci dà informazioni sul nome della setta.

Articles se rapportent à nos chiens curieux derrière l’effondrement de la maison se trouve entre les mains de Via Morosini  d’une secte secrète inspirée par les exploits de nouvelles certainement laïque Giusto di Gand E ‘à prendre avec des pincettes, mais avec quelques caractères confiance si il est vrai, comme il nous le raconte Scuncumiriddato, les nombreux siècles Cronicari ya cru que l’artiste se rend au milieu des maisons des chutes, en prenant divers ornements pour faire des oeuvres d’art. La secte ne sais presque rien, si ne pas agir, de perpétrer de tels crimes, à l’aide des forces magnétiques déjà découvert il ya un siècle par Nicola Tesla. Notre intention sera de vérifier la véracité de ces rapports, rappeler à nos lecteurs que ce n’est pas un blog de nouvelles et ses blogueurs non journalistes; reste élevé que nous sommes sérieux en disant des choses qui pourraient ultérieurement s’avérer non fondée.

I fotografi………oggi!!

” A mia già ma rumpero……….e mi furriave”

L’associazione socio-culturale “Laboratorio Democratico” rende noto che in data 13 Novembre 2009 è stato eletto alla presidenza il dott. Giuseppe Carbone.

Per Giuseppe Carbone si tratta di un ritorno, infatti, ha presieduto l’associazione dal 2002 (anno di fondazione) al 2007 e succede al dott. Matteo Comito.

Il Laboratorio ha realizzato in questi anni numerose iniziative culturali unite ad un costante impegno sociale, infatti, sin dalla sua origine i soci fondatori vollero darle una connotazione che non si esaurisse solo nella “produzione” di eventi culturali ma che fosse capace di abbracciare altri aspetti della vita del cittadino, proponendosi spesso come utile mezzo tra i cittadini e le istituzioni.

Del Laboratorio si ricordano soprattutto le due mostre che nel 2007  (Menzel Al Art) e nel 2008 (Mostra fotografica su Misilmeri Antica) hanno visto una grande partecipazione di pubblico, non solo misilmerese. Pochi invece ricorderanno l’incontro che si tenne nel 2002 dove il prof. Nicolò Di Leonardo illustrò una storia di Misilmeri (dal 480 a.C. fino al III sec. d.C.) che sovverte la storiografia ufficiale, a tal proposito si sta lavorando per riproporre quella conferenza che lasciò molti spettatori stupiti. Ma si ricorderà anche la raccolta fondi che gli associati del Laboratorio hanno organizzato insieme alle associazioni MTB Emyr, MisilmeriNews e MisilmeriBlog e alla Croce Rossa Italiana in piazza Comitato il 19 Aprile 2009 in favore delle popolazioni interessate dal sisma dell’Aquila. Continua a leggere

I fotografi

 ”Ma u sapite ca ora mi state rumpennu veramente a minchia!”

Voci indiscrete riferiscono ai nostri segugi che dietro il crollo della casa sita in via Morosini c’è la mano segrteta di una setta secolare ispirata alle gesta di Giusto di Gand. E’ sicuramente una notizia da prendere con le pinze, ma che presenta qualche carattere di attendibilità se è vero che, come ci racconta Scuncumiriddato, i cronicari di molti secoli fa ritenevano che il pittore andasse in giro, tra le case cadute, a prendere suppellettili varie per farne opere d’arte.  Della setta non si sa quasi nulla, se non che agisce, per perpetrare tali misfatti, utilizzando le forze magnetiche  già scoperte un secolo fa da Nicolò Tesla.  Nostra intenzione sarà quella di verificare la veridicità di queste notizie, ricordando a chi ci legge, che questo blog non è un notiziario e i suoi bloggers non sono giornalisti; resta comunque alta la nostra serietà nel dire cose che potrebbero poi risultare infondate.

(A fotografia vene ri misilmerinews).

Ore 22.18

Cario ‘a casa bella, chidda chi colanna ‘dda ‘ncapo ru u liscio.  A trova forse ci aviano futtuta i sulara e avianu arristatu sulu i mura.  Chi bella casa! a trova cu ci stava ‘na vota, a trova cu ci rurmio, quantu figghie ci nascero o quantu ci ‘nni cuncipero. Cario a strata ru liscio e ‘ un si sape como. Visto ca mali signa ‘unn’avia rato mae. Anze era puru licca e puru iu ma vulia accattare.

Oggi inaguriamo la nuova categoria del blog.  Lo facciamo con una corale ricerca che vede coinvolti tutti i bloggers e lettori  di Ancilino sulle origini del famoso pittore Giusto di Gand. Le prime notizie a nostra disposizione sono quelle riportate da Josa Pepa e da un lettore che si firma Scumiriddato. Date le origini incerte del pittore,  non è assolutamente poco serio ipotizzare una “compaesanità”. D’altronde la storia è ricca di queste figure. Una per tutte, per esempio, è quella di Giuseppe Balsamo che girava le corti europee come conte anche se era figghiu ru un pannere!

Riportiamo dunque le notizie da wikipedia e quelle del nostro lettore.

Joos van Wassenhove, noto in fiammingo anche come Jodochus van Ghent e in italiano come Giusto di Gand o da Guanto (Gand, 1430 circa – 1480 circa), fu un pittore fiammingo del quale si ignorano sia luogo e che data esatta di nascita. Parimenti vaghe sono le notizie circa la formazione e le prime attività.

Il nostro lettore riporta:

Narrano i cronicari del tempo ( tra cui una versione censurata dal sant’uffizio, delle “vite de più eccellenti pittori, scultori et architetti” del Vasari, che il suddetto Giusto di Gand, avesse avuto fama d’inveterato truffatore, libertino ed eretico, tanto da essere chiamato “lo malfattore de la trinacria”, per le sue discendenze sicule, i suoi conterranei invece, lo avevano inciuriato come ” chiddu di li cose tinte”. La leggenda vuole che in un castello detto dell’emiro, avesse affrescato delle pareti con scene di baccanali trimalcionesche, ormai perdute nell’oblio dei secoli. Altre testimonianze ci dicono che percorresse le vie del suo paese in cerca di case decadute per aspostare porte e intonachi, e farne opere da spacciare come capolavori originali, pratica che si rivelera nel corso dei secoli, molto ricorrente tra gli artisti del suo paese natale.

Arpeggi

L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) Sicilia Vi informa che, nell’ambito delle proprie strategie di comunicazione, ha indetto il concorso letterario “Arpeggi” sul rapporto tra sicilianità e ambiente distinto in due sezioni: narrativa e fumetto.

Il concorso a premi è rivolto a tutti coloro che abbiano compiuto i 16 anni di età e che siano nati o residenti in Sicilia.
La partecipazione al concorso è gratuita.
Scadenza: ore 12.00 del 10/12/2009

Tutte le informazioni e i documenti per partecipare al link:
http://www.arpa.sicilia.it/news.jsp?ID_NEWS=387&areaNews=18&GTemplate=default.jsp

Colera

Avi  tri ghiorna ca ‘un mi lavo, tri ghiorna ca manciu ne piatta ri plastica, tri ghiorna ca parisse ca nun ci etto l’acqua ‘nto cabbinetto. L’acqua è fitusa ca paremo ‘nto west e ‘ntanto tra ‘mmunniza e l’acqua ca avi u culure ru fangu mi scantu ca ma avisse a venire puru u culera. 

Certu cu Berlusconi ca ave a scarlattina, siddu a nuatre ‘nni veni u culera ‘un c’è ri chi meravigghiarisi.

In Piazza

Misilmeri, piazza Comitato 1860.

“Ma tu t’ ù iste a virire  u firm ri Baarìa?”

” Se, bello è!”

” Certo ora  Baarìa addiventa ‘ntirnazziunale, già c’era, ma ora cu stu firm cchiò ’ssae!”

“si ma a nuatre ‘nna SUCA!”

 

 

OPPIOsizione

Tra opposizione becera e opposizione sterile, in Italia c’è  Pier Ferdinando Casini che pratica la vera oppiosizione, caratterizzata da vera coerenza e libertà. Pier Ferdinando Casini crede, e non ha tutti i torti, che in Italia ci sia una grave anomalia: l’ Italia è governata dalla Lega; in Italia si fa ormai tutto quello che dice la Lega. Anzicchè pensare agli italiani (egli parla sempre di quoziente familiare) questo governo si preoccupa di istituire ronde e medici spia; ed è in questo che è deliniabile il carattere fortemente leghista del governo. Casini afferma, già che c’è (sul tema immigrati), che non è possibile che un paese come il nostro prima sfrutta il lavoro degli immigrati e poi pretenda la loro “inesistenza che sembra “.

Da uomo di cultura cristiana qual è sente benissimo in cuor suo che gli immigrati sono uomini e che in ogni uomo c’è un fratello (fratello è la prima parola che gli immigrati di religione musulmana d’altronde imparano per chiamarci, anche se non sono cristiani). Da uomo di cultura cristiana qual è trova di poco senso la proposta dell’ora facoltativa di religione musulmana a scuola, poichè l’ Italia è una nazione con una propria storia e con propri valori cristiani.

Da uomo di cultura democristiana qual è sente benissimo la necessità: di dire che lui va a messa; di parlare di valori cristiani ( che, attenzione, non sono Cristiani); di dire e fare quello che, indirettamente o direttamente, gli dicono i vescovi italiani asinnò perde ‘na poco ri vote.  Bellusconi fa cummannare a Lega e iddu vulissi fare cumannare i parrine.

P.S.  Iu, puru ca nun lu vaiu ‘cchiù abbanniannu comu ‘na vota, a missa ci vaiu ancora. Ma monache e parrina virite a missa e stoccaci i rina.

‘NNA’ PIGGHIAMU SEMPRI ‘NCULU!

(a tutte le vittime, ma in special modo a quelle siciliane)

U sciccareddu

‘U sciccareddu
(Sicilia)

Avia ‘nu sciaccareddu
ma veru sapuritu
a mia mi l’ammazzaru,
poveru sceccu miu.

Chi bedda vuci avia,
paria nu gran tenuri
sciccareddu di lu me cori
comu io t’haiu a scurdari. (2 v.)

E quannu arragghiava facia
iha, iha, iha,
sciccareddu di lu me cori
comu io t’haiu a scurdari. (2 v.)

Quannu ‘ncuntrava nu cumpagnu
subito lu ciarava,
e doppu l’arraspava
cu granni carità.

Chi bedda…

Purtannulu a bivirari
virennu l’erba vagnata
lu mussu ‘nzuccaratu
di ‘nterra ‘ncelu spincia.

Chi bedda vuci avia
paria un gran tinuri
sciccareddu di lu me cori
campa tu e cu mori mori. (2 v.)

campanile

Il fascino della Domenica è stato in passato oggetto di riflessione sulle pagine del nostro blog, oggi torno a scriverne prendendo spunto e riportando una parte dell’articolo di Gianni Mura per il Venerdì del 18 Settembre n. 1122.

“In quegli anni poveri ma belli, come il titolo d’un film, domenica è sempre domenica, come il titolo d’una canzone. Prima di evocarli serve qualche precisazione. Non esisteva il weekend, ma il fine settimana. Non c’erano i telefonini. La tv, che cambierà il modo di vivere in famiglia e non solo quello, è ai primi passi. Menù fisso dal gennaio 54’ su un solo canale: lunedì film, martedì attualità, mercoledì sport, giovedì quiz, venerdì teatro di prosa, sabato varietà, domenica sceneggiato.

Non solo la città si sveglia con le campane, ma anche i paesi. La domenica vuol dire la Santa Messa (ancora in latino) e vestito della festa, scarpe lucide, giacca e cravatta. Chi non va in chiesa (i compagni duri e puri) distribuisce l’Unità o la legge commentando, al bar della Casa del Popolo. Nelle case le donne si svegliano prima e vanno prima in chiesa, perché popi devono preparare da mangiare”

E ancora “Quelli che stanno in casa sanno che la domenica è il giorno della carne, che in settimana si vede poco. Tagliatelle o agnolotti e poi pollo al forno con patate, o arrosto di vitello, o polpettone. E le paste. Le paste si comprano uscendo da Messa…..Se si stava in casa, c’era un momento quasi magico, specie nelle grandi case popolari, dopo le 17. Era finito il brusio delle radio che parlavano delle partite e nelle stanze con le persiane semichiuse si godeva un silenzio meraviglioso, con in più pulviscoli di una luce quasi metafisica, per cui sembrava di essere altrove….Per chi stava a casa (non recandosi a fare una passeggiata nè a vedere un film al cinematografo) dopo la santa pennichella del capofamiglia, e guai a fare un rumore, poteva esserci un gioco in famiglia: tombola, mercante in fiera, rubamazzo e scala 40. Ma era più bello andare fuori, dalle città si usciva per scoprire la campagna, dalla campagna si andava in città per capire se davvero lì si viveva meglio. C’erano gite in corriera (tutti a cantare in coro e poi qualcuno stava male per le curve) in treno (anche in terza classe fumatori), in auto.  Quasi sempre si finiva in ristorantoni da domenica, appunto, dove ti sommergevano di antipasti….l’alternativa era il picnic con le cose portate da casa. E dal Lunedì tutti a lavorare o a studiare, perché lavoro ce n’era. E il boom economico è arrivato così, tanto per dire”.

Questo pezzo mi sembra che rispecchi molto quella che era la Domenica come ci viene raccontata a ridosso degli anni 50 e 60 (anche se l’autore descrive una Domenica tipicamente romana), ma Domenica è sempre Domenica ovunque si stia, giorno del riposo, della festa e, per chi è credente, giorno del Signore.

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