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Relazioni e sospetti

Certo nel pensare alla singolare storia del Presidente Giulio Andreotti, alla singolare macchina di accuse: pentiti, ricostruzioni, teoremi sui vantaggi diretti e indiretti derivanti da rapporti con Cosa Nostra diretti e indiretti, “sapeva e non ha agito”, “connivenza!”, come non pensare al Card. Ruffini? Ché forse non si sono mosse certe accuse, certi mormorii, certi sospetti anche sull’Eminenza? Certo non è difficile immaginare un processo, strumentale all’attacco del Vaticano o della chiesa Cattolica, imbastito a dovere con tanto di sentenza ambigua.

Se andassimo a leggere quello che scriveva poi a proposito della mafia e della Sicilia, oggi ( 1993) chissà cosa direbbero quelli di domani (2020).

E se ci soffermassimo sulle accuse che muoveva niente di meno che a Danilo Dolci? Certo che di imbarazzo ne avremmo tanto se solo sapessimo quali sono le teorie di Danilo Dolci a proposito di relazioni tra DC siciliana e mafia siciliana.

E certo perché Danilo Dolci non parlava certo di correnti Andreottiane, di uomini di Andreotti.

Cari pigri lettori non fatevi dire tutto, andate a fare una ricerca.

Vi saluto

ANCILINO