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05-via-castellana-bandiera  C’è una strada come tante di Palermo, che potresti trovare al Capo o a Ballarò, di quelle che pur essendo a senso unico, ci trovi sempre “u scarto” che la fa contromano e tu, per evitare, cerchi di metterti da parte e farlo passare.

In questo caso, c’è una via, nel degrado più totale , che consente il passaggio in entrambi i sensi e che, a vederla bene, ci passano anche due macchine.

Ma ci sono pure due donne che si incrociano, una (Elena Cotta) ormai vecchia, stanca, addolorata….confinata in un mondo non suo, con parenti non suoi, dove l’unico momento di gioia è costituito dall’andare a trovare la figlia defunta al cimitero….dall’altro lato un’altra donna (la stessa regista Emma Dante), visibilmente depressa per essere tornata nella terra abbandonata tanto tempo prima, che non riconosce più sua, come non riconosce più la madre, certamente contraria alla sua scelta di preferire le donne agli uomini.

Nasce una avvincente sfida…nessuna delle due vuole cedere il passo, determinate a far rispettare quel diritto di passaggio che effettivamente hanno, in un primo momento si ha l’impressione che la situazione possa sbloccarsi da un momento all’altro, ma poi è solamente sfida…di sguardi e di nervosismo.

Due donne vissute, amareggiate, addolorate, che si comprendono nello sguardo filtrato dal parabrezza, ma che allo stesso tempo non demordono….chiance u bono pu tintu…la goccia che fa traboccare il vaso è lì, la resa dei conti arriva, inesorabile e chi ci si trova nel mezzo patirà.

Nello sfondo c’è una strada costellata di abitazioni abusive dove, appena si hanno due lire, si “alza” un altro piano, si fanno scale contorte, verandine per aumentare lo spazio e per somigliare sempre più ad un penitenziario, per sistemare la figlia fuiuta da poco.

Ancora più lontani gli uomini….gli uomini di via Castellana Bandiera….buoni a venire subito alle mani, a comandare sulle mogli e addirittura a scommettere su chi, prima o poi cederà il passo al concorrente….

Ecco, forse è questo il senso di questo film che gira, a volte lento, a volte veloce, dove il non detto vale molto più del detto…, il fallimento dell’uomo che pensa di poter controllare tutto ma che, alla fine, si è solo illuso.

Giuseppe Carbone

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Cittadino: “mi scusi dovrei richiedere la concessione del posto auto per un familiare disabile. Cosa devo fare?”.
Rappresentante delle istituzioni comunali: ” Caro sig. G….. 345 674 987 234 522 765 456 578 come da regolamento 564 890 1234 653 134 466 spazio pubblico”.

Ho sentito diverse volte parafrasare tale turpiloquio rivolgendosi a qualcuno a cui si vuole male. La mia domanda è: chi minchia significa? Sul web si trovano due significati: cimurro o malattia che rende i polli muti. Qual è il giusto significato?

936959_578017265562397_1532978255_nL’associazione socio-culturale Laboratorio Democratico impegnata da più di un decennio sul territorio misilmerese per valorizzare e conservare le nostre tradizioni invita la cittadinanza a partecipare alla 1° festa dell’aquilone che si terrà nella giornata di sabato 18 maggio a partire dalle ore 15.30 presso il piazzale del Castello dell’Emiro.
La cosiddetta “vulata ra stidda o casteddo” rappresenta un passatempo praticato fino ad un ventennio fa da giovani e bambini e per questo vogliamo riproporre un gioco così ben radicato nel nostro territorio che, purtroppo, negli ultimi anni è stato dimenticato.
Il nostro invito è rivolto a tutti i bambini/adolescenti e allo stesso tempo agli adulti che li accompagneranno che vogliono tramandare l’arte della stidda e passare un bel pomeriggio insieme.
Munitevi di carta velina, di qualche canna, di colla vinilica (per i più nostalgici acqua e farina), un po’ di spago (u rumaneddo) e il gioco è fatto.

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Nella giornata di ieri, a Roma , i parlamentari e i delegati siciliani presenti a Palazzo Chigi per l’elezione del Presidente della Repubblica, sono stati vittime di un’aggressione verbale ed enzimatica da parte del noto Ancilino di Misilmeri.

Alle prime battute dette in stretto siciliano è seguita una dichiarazione che il personaggio avrebbe lasciato ad una testata giornalistica napoletana. Ancilino avrebbe poi tirato il bastone in testa al deputato Buonanno apostrofandolo con parole offensive  e scurrili.

 

 

 

 

 

La Sicilia deve scrollarsi di dosso il pregiudizio che la relega

Picciotte sugnu io, u cucinu ninu, oggi vi lascio con questo interrogativo: chi era Mattelo Lo Vecchio?

vicolo matteo lo vecchio