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Il sonno della mente

Siamo circondati da professori, santoni, maestri di vita pronti a dirci come si vive, come si pensa, cosa si pensa. Nella società contemporanea queste figure sono diventate indispensabili non si riesce più a farne a meno.

Siamo inondati da una mole di informazioni provenienti da una varietà di fonti mai viste prima, eppure ci limitiamo a interpretarle molto velocemente magari limitandoci ai titoli principali in attesa che il luminare di turno ci effonda la verità calata dall’alto della sua infinita saggezza.

Come mai? Perché abbiamo bisogno di loro?

 

Perché non vogliamo più a pensare.

Lentamente stiamo perdendo la capacità di formulare un pensiero nostro che prenda forma dopo un’attenta lettura della realtà che ci circonda.
Abbiamo smesso di essere curiosi, di coltivare quella curiosità che in ognuno di noi è innata ma che ormai troppo spesso preferiamo sopire.
Facciamo dormire la mente vivendo il “sogno” preparato a tavolino da qualcun’altro.

Dormiamo… dormiamo nella convinzione che vivere così sia più facile.

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Prefazione

Ancilino è  quel tanto di ognuno di noi che,  seppur raramente, si arrende  e cede in quella  lotta che ci impegna nello sforzo di praticare una moltitudine di convenzioni. Ancilino è  quel momento di vera esistenza in cui ci si scopre limpidi come l’acqua di surgiva, o frischi comu l’ aria ri matina. Un momento  sincero, di animo prima ancora che di parola. Ancilino è  l’arte che è  l’omo. Ancilino  è  pitrune sutta un sule ri ‘nmerno. Ancilino  sì  tu chi cerche, e Ancilino sì  tu chi dice :”ma chi ci cerche?”. Ancilino  è  un chianto, ma ‘un è  un lamento. Ancilino t’aspetta ca arrisorbe,  ca ti cummince,  e ca a finisce , ca ti struvigghie e t’arricampe.

“Attenta a mia, viri pi parrare chiu  picca, e movite!”

Palermo 21.03.1995.

Questa è  la lettera che Antonio  Platania ricevette nelle mani da uno sconosciuto, la notte del venerdi santo del 1776 in una Palermo evanescente e quanto mai resa spettrale dalla moltitudine di riti di derivazione andalusa che impegnavano migliaia di fedeli partecipi di un lutto sofisticato  e altrettanto artificioso : a morte ru Signore.

Della cosa ci dà testimonianza un amico dello stesso Platania che nelle sue memorie scrive: “una cosa c’ ancor sembrami dal mistero avvolta sì  è  della data che tal lettera indicavasi iscritta, che di error poteva solo trattarsi, ma quanto strano sembravami il linguaggio e lo stilo.”

La cosa mi incuriosi’. Decisi così di intraprendere un viaggio. Cominciando da Casa Professa dei padri Gesuiti di Palermo. Ora sono tornato e quando il tempo me lo permetterà,  delle mie scoperte farò  partecipe l ‘affettuoso lettore.

 

M.P. junior.

Pensavo da tempo di riprendere a pubblicare qui, sulla nostra piccola stanza di smiruddati ma, tra una cosa e l’altra, ho sempre rimandato…tuttavia oggi mi sembra opportuno condividere questo articolo di Palermotoday, che ci comunica la triste notizia della dipartita del buon Pietro Giordano.

E’ morto Pietro Giordano: era un pilastro di “Cinico Tv”

pietro_giordano

Ridere al cinema, impresa sempre più difficile. Ciprì e Maresco ci riuscivano spesso, fino a provocare le lacrime. Merito anche di Pietro Giordano, morto ieri sera a Palermo. Era definito da molti come un genio, anche per la sua performaces in “Cagliostro”, in cui venne fuori tutto il suo talento. Considerata una delle figure principali di “Cinico Tv”, Giordano si è spento nella sua abitazione di via Isidoro La Lumia, in pieno centro. A scoprirlo erano stati proprio Ciprì e Maresco, alla fine degli anni Ottanta.

Stella di un palcoscenico degradato in bianco e nero, Giordano era uno dei grandi protagonisti della comicità surreale in una Palermo che rideva, o provava a farlo, negli anni in cui era dilaniata dalla mafia. Dietro di lui, negli improbabili “collegamenti” che faceva sugli schermi di Cinico Tv, apparivano ruderi, immondizia, rottami, peti e rutti. Così succedeva che Pietro Giordano bucava lo schermo tv in mutande all’ora di cena. Fino a scatenare dibattiti sul trash e il senso del post storico. Una schifezza umana – come si definiva scherzosamente in televisione – che era diventata popolarissima a Palermo.

(Articolo tratto da Palermotoday)

Lutto Nterrutto

Apprendiamountitled adesso una notizia che avrebbe dell’incredibile. Pare che il noto editorialista nonché collega josapepa avrebbe deciso di partecipare in prima persona alla prossima tornata elettorale.

Secondo fonti ben informate pare che negli ultimi tempi, noti esponenti romani del Fronte Pecorale Democratico (gli stessi che furono protagonisti qualche tempo fa di uno spiacevole episodio con il nostro Ancilino che li prese a sputazzate ndr) avessero preso contatti con  il josapepa a cui avrebbero fatto pressioni sempre maggiori affinché mettesse il proprio impegno al servizio della causa.

Sempre secondo i nostri informatori apprendiamo che nel quartiere San Vincenzo la notte scorsa, alcune persone vicine al josapepa stessero lavorando in gran segreto all’allestimento di un comitato elettorale. I manifesti sarebbero già stati commissionati ad una tipografia di città. Il tutto lascia pensare ad una discesa in campo in grande stile.

Restiamo in attesa di conferme o smentite da parte dell’interessato.

Elezioni in arrivo

Elezioni in progress….Il nuovo “vecchio”  che avanza!

 

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Massima della settimana

U fango è chiossai ra scalora.