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Posts Tagged ‘La setta “I fratelli di Giusto”’

Caro Vittorio, con molto stupore,  solo adesso apprendo che  le tue parole (mi riferisco all’ articolo dal titolo  “per un pugno di voti” pubblicato su Misilmerinews)  sono, in realtà,  rivolte  al nostro blog e mi dispiace enormemente capire che motore delle tue critiche è stata la nostra inchiesta sui fratelli di Giusto di Gand.

 Le tue parole sono state travisate e sono state interpretate come un attacco diretto ad altri blog. Questo ci dispiace perchè aborriamo lo scontro aspro e specialmente quando non ve ne è motivo. Ti consigliamo di chiarire subito chi è il vero destinatario della tua lettera soprattutto perchè  la bassezza in cui è caduta la discussione ti butta dentro una bolgia di sproloqui e di frasi politiche ad effetto populista nella quale tu, per l’ integrità morale e intellettuale (e anche superiorità) che hai, non meriti di stare.

Adesso confrontati, e confortati,  con i veri destinatari della tua aspra critica. 

Noi non ritenevamo che la nostra inchiesta potesse essere così scomoda da subire un simile attacco,  ma guarda, e credici, che non è nostro intento distruggere ciò che di buono c’è nel nostro paese, anzi vorremo in tutti modi scoprire le mele marce e buttarle via. Noi riteniamo che la setta de “I fratelli di Giusto di Gand” sia tra le cose peggiori della nostra realtà e la tua accusa desta in noi preoccupazione perchè, se tu, come noi, ami Misilmeri, dovresti aiutarci in questa nostra coraggiosa ricerca e  sostenere i nostri sforzi. Mi dispiace che tu fraintenda il nostro lavoro come un miserando modo di raccogliere consensi elettorali:  noi non abbiamo nessuna intenzione, nè mai ne abbiamo avuta,  di candidarci al consiglio comunale. Rigettiamo queste accuse, forti della certezza che già ad altri abbiamo dato la nostra indisponibilità alla candidatura , addirittura, a Sindaco nella persona di Ancilino. No caro Vittorio hai preso un abbaglio, la setta de ” I fratelli di Giusto di Gand” va per davvero perseguitata, scovati gli adepti e nella pubblica piazza giudicati, sia pur quella del nostro virtuale paese. Chi sta portando alla distruzione (d’altronde sono loro che buttano le case a terra) questo paese sono ” I fratelli di Giusto di Gand”; a loro, e non a noi, devi rivolgere le tue giuste accuse. 

Noi prendiamo questa critca che ci rivolgi come stimolo ad una più serrata ricerca, se non è bastata la lettera anonima che la setta ci ha inviato, mi dispiace comunicarti neanche la tua ci farà demordere.

Ciao Vittorio. sono certo di una tua risposta e adesione  alla nostra inchiesta. ( Non destare in noi i dubbi che tu faccia parte dei fratelli di Giusto)

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Questa mattina ci è giunta un’ informazione di rilevante importanza ai fini della nostra inchiesta sulla setta di Giusto di Gand. Un nostro informatore ci riferisce di aver “pizzicato” un soggetto iniquo, mai visto nel nostro paese (anche se è da verificare se non l’abbia mai visto soltatnto il nostro informatore), aggirarsi nella zona detta dei “ru cannola” e furtivamente, in un momento in cui nessuno passava per quelle strade, fotografare una casa.

Questa nostra inchiesta non vuole essere una caccia alle streghe: una scena del genere ci fa pensare magari ad un semplice rilievo fotografico da parte di uno studente universitario venuto chissà da dove o magari nascosto in casa tra i suoi libri chissà per quanto tempo (e si spiegherebbe perchè non si è mai visto nel nostro paese); ma una particolare  cambia lo scenario e qualsiasi congettura ordinaria: l’individuo, sempre secondo il nostro informatore, si troverebbe , in disparte e con ghigno malefico osservatore dello stupore e della paura, in una di quelle foto scattate alla casa in via Mordini durante la notte del suo crollo.

Altro particolare lo strano berretto indossato dal losco figuro, strano naturalmente dalle nostre parti, un copricapo stile fiammingo di colore verde foresta.

La casa oggetto della sua curiosità è quella sita in Piazza Notaio Santo Platino, dalle foto inviateci dallo stesso informatore , la casa, pur presentando l’intonaco del prospetto un pò trascurato, è in buone condizioni strutturali e non desta nessun tipo di preoccupazione di carattere statico.

STATE ATTENTI SEGUACI DI GIUSTO DI GAND VI TENIAMO D’OCCHIO!

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Una lettera minatoria è arrivata stamani alla redazione di “Ancilino notizie dal mondo” (rivista quinquennale di tiratura internazionale di fama universale).

Il direttore, dato il sodalizio con il blog di Ancilino, ha voluto inviarcene una copia, per informarci che gravi minacce gravano sulla nostra testa; la lettera infatti, con molta probabilità, doveva essere diretta a noi:  gli autori hanno creduto che rivista e blog fossero la stessa cosa.

Questa la lettera:

“La ricerca in cui vi siete imbattuti può portare a gravi conseguenze, l’idea malsana di scovare ciò che è, e deve rimanere, segreto può solo arrecarvi  danno. I frattelli di Giusto non sono tolleranti nei confronti di chi si mette sulle loro tracce, i fratelli di Giusto conoscono ogni vostro movimento, quando uscite, quando rientrate in casa, quando dormite e soprattutto quando siete soli.”

 La cosa è seria assai a quanto pare. Noi avevamo cominciato con una semplice ipotesi e su alcune labili notizie, a quanto pare ci siamo imbattutti in qualcosa di più grande.  Questo non ci mette paura e siamo pronti, con coraggio, a battere la strada della fermezza e della coerenza. Consideriamo la lettera  l’inizio della nostra indagine, non foss’altro perchè ci dà informazioni sul nome della setta.

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Voci indiscrete riferiscono ai nostri segugi che dietro il crollo della casa sita in via Morosini c’è la mano segrteta di una setta secolare ispirata alle gesta di Giusto di Gand. E’ sicuramente una notizia da prendere con le pinze, ma che presenta qualche carattere di attendibilità se è vero che, come ci racconta Scuncumiriddato, i cronicari di molti secoli fa ritenevano che il pittore andasse in giro, tra le case cadute, a prendere suppellettili varie per farne opere d’arte.  Della setta non si sa quasi nulla, se non che agisce, per perpetrare tali misfatti, utilizzando le forze magnetiche  già scoperte un secolo fa da Nicolò Tesla.  Nostra intenzione sarà quella di verificare la veridicità di queste notizie, ricordando a chi ci legge, che questo blog non è un notiziario e i suoi bloggers non sono giornalisti; resta comunque alta la nostra serietà nel dire cose che potrebbero poi risultare infondate.

(A fotografia vene ri misilmerinews).

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Oggi inaguriamo la nuova categoria del blog.  Lo facciamo con una corale ricerca che vede coinvolti tutti i bloggers e lettori  di Ancilino sulle origini del famoso pittore Giusto di Gand. Le prime notizie a nostra disposizione sono quelle riportate da Josa Pepa e da un lettore che si firma Scumiriddato. Date le origini incerte del pittore,  non è assolutamente poco serio ipotizzare una “compaesanità”. D’altronde la storia è ricca di queste figure. Una per tutte, per esempio, è quella di Giuseppe Balsamo che girava le corti europee come conte anche se era figghiu ru un pannere!

Riportiamo dunque le notizie da wikipedia e quelle del nostro lettore.

Joos van Wassenhove, noto in fiammingo anche come Jodochus van Ghent e in italiano come Giusto di Gand o da Guanto (Gand, 1430 circa – 1480 circa), fu un pittore fiammingo del quale si ignorano sia luogo e che data esatta di nascita. Parimenti vaghe sono le notizie circa la formazione e le prime attività.

Il nostro lettore riporta:

Narrano i cronicari del tempo ( tra cui una versione censurata dal sant’uffizio, delle “vite de più eccellenti pittori, scultori et architetti” del Vasari, che il suddetto Giusto di Gand, avesse avuto fama d’inveterato truffatore, libertino ed eretico, tanto da essere chiamato “lo malfattore de la trinacria”, per le sue discendenze sicule, i suoi conterranei invece, lo avevano inciuriato come ” chiddu di li cose tinte”. La leggenda vuole che in un castello detto dell’emiro, avesse affrescato delle pareti con scene di baccanali trimalcionesche, ormai perdute nell’oblio dei secoli. Altre testimonianze ci dicono che percorresse le vie del suo paese in cerca di case decadute per aspostare porte e intonachi, e farne opere da spacciare come capolavori originali, pratica che si rivelera nel corso dei secoli, molto ricorrente tra gli artisti del suo paese natale.

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